16/01/2026 strategic-culture.su  7min 🇮🇹 #302003

 De violents raids aériens américains sur Caracas et des bases militaires vénézuéliennes

Cantiamo una canzone venezuelana con Singer !

Lorenzo Maria Pacini

Mentre gli USA si preoccupano di togliere la pagliuzza dagli occhi degli altri, non vedendo la trave che sta nel loro, c'è qualcuno che guadagna in tutto ciò.

Qualcuno investe, qualcuno guadagna

Mentre gli USA si preoccupano di togliere la pagliuzza dagli occhi degli altri, non vedendo la trave che sta nel loro, c'è qualcuno che guadagna in tutto ciò.

Uno dei più influenti finanziatori miliardari del presidente Donald Trump, che negli ultimi mesi ha appoggiato attivamente un progetto di rovesciamento del governo venezuelano, si appresta a trarre enormi profitti dopo il sequestro del presidente del Paese, Nicolás Maduro, avvenuto questo fine settimana per iniziativa dello stesso Trump.

Pur evitando di informare il Congresso, Trump ha dichiarato di aver invece messo al corrente i vertici delle grandi compagnie petrolifere prima dell'azione illegale. In una successiva conferenza stampa, ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero inviato "le nostre grandissime aziende petrolifere americane" in Venezuela, le quali, a suo dire, "gestiranno" il settore energetico per un periodo indefinito e "cominceranno a generare profitti" a beneficio degli Stati Uniti.

Un attimo, un attimo, un attimo... Trump offende i processi democratici del suo Paese, facendo di testa sua assieme ai magnati del capitalismo petrolifero, ma poi dà del dittatore a Maduro ? Il bias cognitivo della leadership americana è davvero da guinness world record, o da DSM-5.

Comunque, a lucrare in tutta questa storia abbiamo il miliardario Paul Singer.

Singer è fondatore del fondo speculativo Elliott Management, considerato uno degli investitori più aggressivi di Wall Street e, dal 2024 in poi, uno dei principali megadonor repubblicani e sostenitori di Donald Trump. È noto sia per le sue operazioni di "vulture capitalism" sui debiti sovrani (Argentina, Venezuela, ecc.) sia per la sua influenza politica attraverso maxi‑donazioni, lobby e think tank conservatori.

È diventato famoso per una strategia basata sull'analisi rigorosa delle situazioni complesse, le acquisizioni in aziende in crisi o mal gestite e un uso sistematico del contenzioso legale per massimizzare il ritorno sugli investimenti. La stampa economica lo descrive come uno degli "investitori più temuti" e "più duri" del settore hedge.

Il caso emblematico è l'Argentina: Singer compra titoli a forte sconto dopo il default e per anni conduce una guerra giudiziaria, arrivando perfino a tentare il sequestro di una nave scuola della Marina argentina in Ghana; alla fine nel 2016 ottiene un ritorno stimato di oltre il 1.200% sul capitale iniziale. Questo tipo di strategia gli vale il soprannome di "vulture fund" e suscita dure critiche da parte di ONG, Nazioni Unite e governi del Sud globale per l'impatto sociale delle sue richieste di rimborso.

Nel ciclo elettorale 2024 il salto di qualità è netto: Singer versa 5 milioni al Super PAC pro‑Trump "Make America Great Again Inc." e oltre 30 milioni per eleggere repubblicani al Congresso; inoltre contribuisce in modo non reso pubblico al finanziamento del "secondo transition team" di Trump, diventando di fatto un megadonor chiave della nuova fase trumpiana. In parallelo dona 10 milioni al principale Super PAC per il Senato repubblicano (Senate Leadership Fund), la sua maggiore donazione federale singola mai registrata, come anche 37 milioni destinati all'elezione di candidati repubblicani al Congresso. Ha inoltre fornito un contributo non reso pubblico per finanziare la seconda fase di transizione presidenziale di Trump.

Singer è anche un noto finanziatore di iniziative pro-Israele: nel 2021, la sua fondazione ha erogato oltre 3,3 milioni di dollari a organizzazioni come Birthright Israel Foundation, Israel America Academic Exchange, Boundless Israel e altre, come risulta dalle dichiarazioni fiscali.

Nel novembre 2025, a meno di due mesi dall'operazione statunitense per il controllo del Venezuela, la società di investimenti di Singer, Elliott Investment Management, ha concluso un'operazione apparentemente casuale: l'acquisizione di Citgo, la filiale statunitense della compagnia petrolifera statale venezuelana, per 5,9 miliardi di dollari. La vendita è stata imposta da un tribunale del Delaware a seguito del mancato pagamento delle obbligazioni venezuelane.

Il curatore speciale incaricato dal tribunale, Robert Pincus, siede nel consiglio di amministrazione dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC).

In una nota ufficiale, Elliott Management ha espresso soddisfazione per la decisione del tribunale, sostenendo che l'operazione fosse "supportata da un gruppo di investitori strategici del settore energetico statunitense".

Singer ha così ottenuto le tre grandi raffinerie costiere di Citgo, 43 terminal petroliferi e oltre 4.000 stazioni di servizio, approfittando di uno "sconto significativo" dovuto alle difficoltà finanziarie dell'azienda. I consulenti del tribunale avevano stimato il valore dell'asset tra 11 e 13 miliardi di dollari, mentre il governo venezuelano lo valutava intorno ai 18 miliardi.

In poche parole, un uomo molto ricco, posizionato trasversalmente e perfettamente in stile americano.

Falco venezuelano

Per quanto riguarda il Venezuela, si apre il vaso di pandora.

Elliott/Singer è tra i vincitori del nuovo corso verso la privatizzazione/riassegnazione degli asset venezuelani negli USA: nel 2025 il suo fondo acquisisce Citgo, la controllata statunitense della compagnia petrolifera statale PDVSA, a un prezzo definito "stracciato". In altre parole, le mosse aggressive dell'amministrazione Trump contro il governo Maduro e la ristrutturazione del debito venezuelano aprono la strada a un potenziale enorme guadagno per Citgo e quindi per Singer.

L'embargo imposto dall'amministrazione Trump sulle importazioni di greggio venezuelano negli Stati Uniti ha inciso in modo decisivo sul crollo del valore di Citgo. Le sue raffinerie sono infatti progettate per lavorare il petrolio venezuelano pesante e ad alta acidità; il blocco ha costretto l'azienda a rifornirsi di greggio più costoso proveniente da Canada e Colombia, riducendo drasticamente la redditività delle operazioni.

Questo schema rientra perfettamente nel metodo operativo di Singer, il cui hedge fund viene spesso etichettato come "fondo avvoltoio". Singer è noto per strategie come l'acquisto a prezzi stracciati del debito di Paesi in crisi - come l'Argentina - per poi pretendere il rimborso integrale, comprensivo di interessi e spese legali.

Non a caso, Delcy Rodríguez, da poche ore presidente ad interim del Venezuela e già vicepresidente e ministro del petrolio, aveva definito la cessione di Citgo a Singer una vendita "fraudolenta" e "coatta", avvenuta lo scorso dicembre 2025.

Dicembre-gennaio. È tutto stato preparato per far funzionare gli interessi del portafoglio americano.

Per Singer, tutta la situazione attuale rappresenta uno sviluppo estremamente favorevole: è destinato a essere uno dei maggiori beneficiari di un'industria petrolifera venezuelana controllata da aziende statunitensi e presumibilmente libera da sanzioni paralizzanti.

Dal 2011 Singer ha donato oltre 10 milioni di dollari ed è tuttora membro del consiglio di amministrazione del think tank conservatore Manhattan Institute, che negli ultimi mesi ha promosso apertamente la destituzione di Maduro. A ottobre, l'istituto ha pubblicato un articolo che lodava Trump per la coerenza delle sue "politiche contro Maduro". Ma non basta. Singer è stato anche uno dei principali finanziatori della Foundation for Defense of Democracies (FDD), think tank neoconservatore di cui è stato il secondo maggior donatore tra il 2008 e il 2011, con oltre 3,6 milioni di dollari. Alla fine di novembre, poco prima che Trump annunciasse la chiusura dello spazio aereo venezuelano e l'inizio del sequestro delle petroliere del Paese, la FDD ha diffuso un documento in cui sosteneva che gli Stati Uniti disponevano della "capacità di lanciare una devastante campagna aerea e missilistica contro il regime di Maduro" per rimuoverlo dal potere.

Singer ha inoltre svolto un ruolo di cane da guardia finanziario per Trump durante il primo anno del suo ritorno alla Casa Bianca. A giugno ha versato 1 milione di dollari a un Super PAC creato per tentare di estromettere il deputato repubblicano Thomas Massie, diventato uno dei principali oppositori interni di Trump. Un Super PAC legato a Miriam Adelson, altra grande donatrice pro-Israele, avrebbe contribuito alla stessa campagna. Da allora Massie si è affermato come uno dei più accesi critici al Congresso del tentativo di cambio di regime in Venezuela, sostenendo risoluzioni volte a limitare i poteri di guerra del presidente.

Mentre l'amministrazione Trump rivendica il diritto delle aziende statunitensi sul petrolio venezuelano, Massie ha replicato: "Non è petrolio americano. È petrolio venezuelano". Secondo Massie, le truppe statunitensi vengono messe in pericolo per aumentare i profitti di grandi compagnie petrolifere e di investitori come Singer, che - dopo aver già speso un milione di dollari contro di lui - è ora destinato a guadagnare miliardi grazie all'acquisizione di Citgo.

Ebbene sì, cari lettori: ancora una volta, l'America ha operato un colpo di Stato per i propri interessi economici. Avevate dubbi?

Viva la rivoluzione bolivariana, viva il Venezuela!

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